ALICE – Le fobie nel mondo delle meraviglie

Il lavoro su Alice si presenta come una nuova modalità di espressione alla quale l’artista è giunta riuscendo a cogliere l’umanità, la fragilità, le paure e i sogni dei personaggi del romanzo Alice nel Paese delle Meraviglie, composto nel 1865 da Lewis Carroll.
Come in ogni grande opera, ciò che si rende visibile agli occhi del fruitore è solo una minima parte dell’intero progetto. La fase di costruzione della tela è l’ultima di un lungo processo creativo che vede nella pennellata finale il coronamento di un faticoso percorso di ricerca e di notti insonni. Prendere consapevolezza delle proprie emozioni provate di fronte a un quadro, o nella produzione dello stesso, fa nascere un ricordo immortale il quale diviene un solido pilastro tra i percorsi della nostra esistenza.
Sara Zamperlin, cercando di scindere l’io in ogni sua parte, ha vestito i panni di Alice nella ricerca dei candidati di questo progetto. Alice rappresenta un percorso: la crescita dall’adolescenza alla vita adulta. Ogni personaggio che la protagonista incontra la mette davanti a degli ostacoli, e gli ostacoli si possono superare come no. Quelli più difficili da superare sono le fobie, da cui Alice, alla fine del suo percorso, riesce a liberarsi.
Nel progetto presentato ogni personaggio impresso sulla tela rappresenta una paura, una fobia o un’ossessione. L’annuncio pubblicato dall’artista per conoscere i modelli scelti per interpretare i personaggi del romanzo ha riscontrato un inaspettato successo. E Sara con grande soddisfazione ha percepito il desiderio di ognuno di vincere ed esorcizzare le proprie debolezze con la forza del colore.
I personaggi rappresentati sono quelli predominanti nel romanzo. La chiave di lettura delle opere è di per sé innovativa, poiché i veri protagonisti portati alla luce non sono identificabili nel soggetto fine a se stesso, ma nell’unione dei tratti di personalità di ogni protagonista con quella che è la sua maggiore ossessione. Gli elementi addizionali che aggiungono carattere ad ogni personaggio sono il frutto di un attento studio che vedono la realizzazione dei protagonisti in chiave pittorica in linea sia con i personaggi descritti da Carroll che con la singolarità dei soggetti dipinti.
Le personalità dei modelli che hanno preso parte al progetto sono agli occhi di Sara affini ai personaggi stessi del romanzo, condividendo con loro alcune paure, ossessioni o tratti di personalità distintivi. Il nuovo progetto di Sara Zamperlin appare dunque, oltre al suo notevole valore artistico e stilistico, come un omaggio al coraggio e alla voglia di vincere le proprie paure, esorcizzandole con il potere creativo e curativo dell’arte, in ogni sua forma. Una forma che ha trovato espressione viva anche nei gesti performativi di Giovanna Tondini e Roberto Bonotto, e dalle parole da loro pronunciate. Parole scritte dagli stessi personaggi ritratti, per un dialogo tra le arti che valorizza il lavoro di Sara, fatto di ricerca, approfondimenti e incontri.

Giovanna Tondini

Artista:
“Concedo un pezzo del mio essere all’altra persona e dipingendola la rivivo in modo così intenso che il quadro non appare più statico, ma parla alla parte più profonda di me, in modo meraviglioso.
Mi piace parlare con le persone, conoscerle e portare parte di loro con me;
Se in loro incontro il desiderio di uscire dalla normalità e di mettersi realmente in gioco con tutto il loro essere, divengono necessariamente parte integrante del mio lavoro.”